
Ogni anno in Italia si verificano circa 2.500 episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari, con un numero reale che potrebbe essere il doppio a causa delle numerose aggressioni non denunciate (ANSA.it). Secondo i dati dell’INAIL, tra il 2020 e il 2022, i casi accertati di violenze, aggressioni e minacce sono stati circa 6.000, con un incremento del 14% solo nel 2022 (INAIL).
Le vittime sono prevalentemente donne (70%), con un’età compresa tra i 50 e i 64 anni, operanti principalmente nelle regioni del Nord Italia come Lombardia ed Emilia Romagna (INAIL) (ANSA.it). Le aggressioni avvengono spesso in contesti ospedalieri e nei pronto soccorso, con una prevalenza di aggressioni fisiche, tra cui contusioni e fratture (INAIL) (Salute.gov).
Questi dati sono allarmanti e sottolineano l’importanza di un intervento deciso per proteggere chi ogni giorno lavora per la nostra salute. Ogni atto di violenza contro un operatore sanitario è un atto di violenza contro la salute pubblica e la nostra società.
Ricordiamoci: un atto di violenza contro gli operatori sanitari è un atto di violenza contro la salute di tutti noi.
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